E' stato pubblicato sul Supplemento Ordinario n. 142 alla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 5 agosto 2009 il decreto legislativo n. 106 del 3 agosto 2009, recante le disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo n. 81/2008, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
In allegato il testo del decreto.
E’ stato sottoscritto in Veneto, l’8 luglio scorso, da Feneal, Filca e Fillea regionali e associazioni artigiane del Veneto Cna, Confartigianato e Casartigiani, un importante accordo che prevede l’istituzione di un organismo bilaterale in materia di sicurezza e per il quale è stato definito lo statuto. L’accordo introduce nel settore edile artigiano la figura del Rappresentante per la sicurezza prevedendo l’assunzione di tre RLST edili per il prossimo triennio, con decorrenza dal 1 gennaio 2010. L’assunzione, prescrive il testo dell’accordo, dovrà avvenire da parte di un’unica associazione costituita delle organizzazioni sindacali regionali firmatarie. Le figure svolgeranno la funzione di rappresentanza esclusiva dei lavoratori del settore edile dipendenti da imprese rientranti nel campo di applicazione del CCNL 23 luglio 2008 e altresì dei lavoratori di piccole imprese con più di 15 lavoratori, così come definito dal D. lgs. 81/08, iscritte e versanti al sistema delle Casse Edili Artigiane (Ceav – Ceva), nelle quali i lavoratori non abbiano esercitato il diritto di eleggere l’RLS.
“La sicurezza non è di parte. Non ha colori. Ma è un patrimonio culturale che deve appartenere a tutti, è cartina di tornasole del grado di civiltà e maturità di una società, delle sue istituzioni e del suo sistema di impresa, è condizione irrinunciabile ed imprescindibile del lavoro e della sua qualità. Per questo vogliamo rimette al centro il tema del diritto dei lavoratori alla salute ed alla sicurezza, chiedendo a tutti i soggetti, a cominciare dalle istituzioni e dalle imprese, di concorrere ad un comune e concreto impegno - ciascuno per le proprie funzione e responsabilità – per garantire questo diritto.”
E’ quanto hanno affermato oggi Giuseppe Moretti, Domenico Pesenti e Walter Schiavella, segretari generali di Feneal – Uil, Filca – Cisl, Fillea – Cgil, nell’Assemblea Nazionale svoltasi all’Hotel Universo di Roma nel corso della quale è stato presentato il MANIFESTO PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO. Si tratta di una vera e propria piattaforma “di riferimento per l’azione sindacale, concentrata nei settori di riferimento delle tre organizzazioni, e quindi edilizia, cemento, legno, laterizi e manufatti in cemento. Diminuire gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali, gli incidenti mortali e aumentare il livello di salute e sicurezza, garantire un lavoro sicuro, sano e regolare: sono obiettivi possibili, solo se si lavora secondo direttrici comuni e con l’impegno e la volontà di tutte le parti in causa, istituzioni, imprese e sindacati.”
Articolato in 18 punti, il Manifesto pone al centro l’indissolubile legame tra qualità, sicurezza, legalità e la certezza delle regole “da una parte quelle per l’accesso all’esercizio imprenditoriale, attraverso la definizione dei criteri tecnico-professionali necessari all’idoneità dell’impresa. Imprenditori non si nasce ma si diventa” ha affermato nel corso dell’Assemblea Giuseppe Moretti, Feneal Uil “questo lo sanno bene anche le Associazioni imprenditoriali e tutti gli attori della filiera delle costruzioni, con cui lo scorso 5 marzo abbiamo sottoscritto un Protocollo d’intesa che va nella direzione di valorizzare la qualità dell’impresa e del lavoro, attraverso introduzione di vincoli precisi, come la Patente a punti, il Durc per congruità, un sistema premiale per la partecipazione agli appalti, il superamento del massimo ribasso.”
Dall’altra parte le regole della sicurezza nei luoghi di lavoro “occorre far crescere una cultura della sicurezza, a partire dalla formazione professionale, nelle scuole e nelle facoltà che preparano le figure professionali inerenti il ciclo produttivo delle costruzioni,
occorre rafforzare i sistemi di controllo e dei sistemi di gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro, e soprattutto occorre dare piena attuazione al Testo Unico sulla Sicurezza” ha sottolineato Domenico Pesenti, Filca Cisl, auspicando “un impegno comune di Governo e parti sociali, poiché l’attuazione del d. lgs n. 81 è un preciso segnale nei confronti di chi, per affrontare la crisi produttiva del settore, per essere più competitivo potrebbe ricorrere all’abbassamento dei livelli di tutela del lavoro e della sicurezza, con una distorsione del mercato a danno delle imprese sane.”
Patente a punti nell’accesso alla professione imprenditoriale, consolidamento dell’esperienza del Durc integrandola con la Congruità, superamento delle gare al massimo ribasso, rafforzamento del sistema della rappresentanza dei lavoratori, formazione, interventi specifici per i lavoratori migranti impegnati nel settore, tesserino di riconoscimento anche per i lavoratori autonomi presenti nei cantieri, estensione della contrattazione d’anticipo, introduzione di meccanismi premiali per le imprese virtuose, rafforzamento delle attività ispettive e del sistema sanzionatorio, sorveglianza sanitaria con l’introduzione di specifici protocolli legati alle differenti lavorazioni, di una attività di informazione e formazione sui rischi di malattie professionali e conoscenze delle sostanze nocive.
Questi in sintesi i punti salienti della proposta che parte dall’Assemblea di Roma, mittente Feneal – Filca – Fillea, destinatari Governo e associazioni datoriali.
“Da mesi su questi temi e su come affrontare la grave crisi del settore, tutta la filiera della costruzioni si è confrontata ed ha condiviso un percorso proficuo, ratificato dagli Stati Generali del 14 aprile” ha ricordato Walter Schiavella, Fillea – Cgil nelle sue conclusioni “in quell’occasione abbiamo sollecitato il Governo ad aprire un confronto con sindacati e associazioni imprenditoriali sui temi del rilancio dell’edilizia , della qualità, della sicurezza, della legalità, della sostenibilità ambientale e sociale. Nonostante le promesse, dal Governo non abbiamo ancora ricevuto alcuna convocazione, né siamo stati coinvolti nella discussione del piano per l’edilizia e del Testo Unico sulla sicurezza.”
Solo negli ultimi giorni tre lavoratori, di nazionalità romana, polacca e rumena, sono morti nei cantieri italiani, e centinaia sono stati gli infortuni, riportando l’attenzione sulla necessità di un impegno concreto per ridurre questa piaga intollerabile.
Diminuire gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali, gli incidenti mortali e aumentare il livello di salute e sicurezza, garantire un lavoro sicuro, sano e regolare: obiettivi possibili, solo se si lavora secondo direttrici comuni e con l’impegno e la volontà di tutte le parti in causa, istituzioni, imprese e sindacati.
Questo il senso dell’Assemblea Nazionale che si svolgerà domani a Roma, promossa da Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil per presentare il proprio MANIFESTO PER LA SICUREZZA NEI CANTIERI.
L’Assemblea, che si svolgerà all’Hotel Universo in via Principe Amedeo 5/b, sarà aperta alle ore 9.30 dalla relazione di Franco Gullo, segretario nazionale Feneal, a nome delle segreterie nazionali delle tre sigle sindacali.
All’iniziativa interverranno rappresentanti del Ministero del Lavoro, del coordinamento delle regioni, del CNCPT, degli RLS e RLST dei vari settori, rappresentanti delle Associazioni imprenditoriali, Domenico Pesenti, segretario generale Filca.
Le conclusioni saranno affidate a Walter Schiavella, segretario generale Fillea.
In merito al decreto legislativo 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza) si comunica che il Ministero del Lavoro, con lettera all’Inail, ha disposto la proroga di tre mesi dell’obbligo previsto a carico dei datori di lavoro della comunicazione del nominativo dell'RLS. Tale comunicazione, quindi, dovrà avvenire entro il 16 agosto (e non più il 16 maggio).
In relazione al nominativo dell'RLST, la cui comunicazione in un primo momento era stata esclusa, si precisa che nel corso di un incontro con l'Inail è stato comunicato che verrà modificata la scheda di comunicazione dell'RLS, che prevederà anche la comunicazione dell'RLST, per le realtà aziendali che già ne conoscono il nome.
Otto ore di sciopero in tutti i cantieri edili della provincia e presidio davanti alla Prefettura: questa la risposta di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil di Torino all’ultimo infortunio mortale avvenuto il 24 marzo scorso nel capoluogo regionale in cui ha perso la vita Vincenzo Romano, originario di Nardò (Lecce) e nel capoluogo piemontese da cinque anni per inseguire un lavoro stabile e sicuro. I sindacati provinciali di categoria sono scesi in piazza ieri per chiedere maggiore sicurezza, l’istituzione di un Osservatorio Telematico presso le Prefetture con il compito di vigilare e monitorare l’attività nei cantieri e soprattutto per dire “basta alle morti bianche”. Un grido che si è fatto ancora più forte dopo le modifiche proposte dal governo al Testo Unico sulla Sicurezza, che hanno indebolito la parte sanzionatoria e dei controlli, vanificando gli sforzi degli organi ispettivi e del sindacato.
Il Segretario generale Domenico Paoli della Feneal di Torino ha affermato: “Risparmiare sulla sicurezza è un modo facile, per alcuni imprenditori edili, di guadagnare sulla pelle dei lavoratori. A poco è servita l’introduzione del Durc se constatiamo che, sempre più spesso, ne vengono rilasciati di falsi da soggetti spuri e, in questo caso, andrebbero inasprite le sanzioni. Ma la causa principale degli incidenti e delle morti nei cantieri edili va ricercata nella mancanza di cultura della sicurezza e di scarsa volontà da parte di alcuni costruttori e delle istituzioni ad adottare misure ancora più mirate ed efficaci. Sarebbe opportuno, invece, una maggiore attenzione e sensibilità da parte di tutti i soggetti, a prescindere dal ruolo o dal livello della responsabilità di ciascuno, sui temi della sicurezza e della salute dei lavoratori.”
“I lavoratori continuano a pagare con il prezzo della propria vita - ha detto il segretario generale della Filca di Torino, Antonio Castaldo - le distorsioni di un sistema che attraverso il criterio del massimo ribasso nelle aggiudicazioni delle gare, nel subappalto incontrollato, del lavoro irregolare, della mancata formazione produce il risultato che è sotto gli occhi di tutti. Le modifiche al Testo Unico sulla Sicurezza proposte dal governo costituiscono un grande passo indietro soprattutto per quanto riguarda la riduzione delle sanzioni agli imprenditori. Le sanzioni non sono penalizzanti per le imprese ma costituiscono un deterrente per il rispetto delle regole nei cantieri”.
Dario Boni Segretario Generale della Fillea di Torino: “ Otto ore di sciopero per gli edili di Torino, hanno il significato di rappresentare una situazione già grave nella tragica quotidianità, ma maggiormente appesantita dalla precarietà e dalla crisi. Il timore di perdere il lavoro rende maggiormente ricattabili i lavoratori e ciò va a discapito della sicurezza e dei diritti. Mentre i lavoratori muoiono nei cantieri, il governo svuota il Testo Unico sulla Sicurezza nella parte sanzionatoria e nella certificazione delle imprese. E’ venuto il momento di richiamare le responsabilità; massimo ribasso, subappalto indiscriminato, carenza di controlli, se vogliamo fare qualcosa di concreto partiamo da qui.
“Ancora una volta siamo costretti a scendere in piazza per dire basta alle tragedie sul lavoro e ai drammi sociali e umani - ha dichiarato Franco Gullo, segretario nazionale Feneal-Uil - e per ribadire che i principi contenuti nel decreto 81 costituiscono un deterrente fondamentale per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei cantieri. Fra questi è necessario riconfermare e completare l’esperienza del Durc con la Congruità, determinare con un intervento legislativo le modalità ed i criteri di accesso alla professione da imprenditore edile, reintrodurre il cartellino di riconoscimento anche per i lavoratori autonomi per i quali è necessario equiparare il loro costo a quello dei lavoratori dipendenti, rendere più efficaci i controlli prevedendo sanzioni adeguate alla gravità del rischio.”
Per Franco Turri, segretario nazionale della Filca Cisl che ha chiuso il comizio di Torino “occorre rendere certe e tempestive le sanzioni. Eliminare il documento di valutazione dei rischi - ha ribadito il segretario nazionale della Filca - vuol dire innanzitutto abbassare il livello di prevenzione. Alle Prefetture chiediamo la convocazione di tavoli locali di confronto sulla sicurezza con tutti i soggetti interessati e l’istituzione di osservatori telematici permanenti e alle nostre controparti di continuare la lotta contro le irregolarità espellendo dal settore tutte le imprese non in regola e che non applicano le norme sulla sicurezza”.
«La sicurezza - ha detto Piero Leonesio, segretario nazionale della Fillea-Cgil - è la difesa dei diritti delle persone. Bisogna impedire le modifiche al Testo Unico sulla sicurezza proposte dall'esecutivo perchè sono sbagliate. Le sanzioni non sono penalizzanti per le imprese, ma sono un deterrente per rispettare le regole nei cantieri».
Le norme sulla regolarità dell’imprese modificate andrebbero ripristinate, cosi come il divieto di visita preassuntiva abrogato in contrasto con l’art.5 della legge 300/70 (statuto dei lavoratori), inoltre viene introdotto un meccanismo che rende non obbligatorio per l’impresa la comunicazione all’INAIL del nominativo de l RlS interno. Per questi motivi serve un rinnovato impegno del sindacato a promuovere iniziative per ripristinare ed applicare la legge 81/8 nella sua integrità.